Non sarà solo la Marcia Mondiale, simbolo di un interesse comune, a levigare le pareti di questo pianeta toppo ruvide e frastagliate ed a rendere efficace il risultato del progetto prestabilito. Questa sarà solo l’inizio.
Si muovono enormi organizzazioni internazionali, enti pubblici, figure istituzionali, O.N.G., personaggi del mondo dello spettacolo che impegneranno le proprie forze in un impegno sociale che va oltre la diplomazia umanitaria O.N.U.,
oltre le parole, le frasi articolate e contorte che spesso sentiamo evocare da illustri capi di stato.

Pubblichiamo il bollettino delle news italiane del mese di dicembre 2008.
La prossima uscita è prevista per il 5 febbraio e conterrà anche le informazioni internazionali. Il bollettino è disponibile insieme a quelli degli altri paesi sul sito ufficiale.
Di Giulio Aprin (Liceo Scientifico Gobetti Firenze)
La “marcia“ è un metodo di passo, nonché un andatura di cammino adottato ed applicato in vari settori. Si può parlare, infatti, di marcia atletica, oppure di marcia militare.
La prima, assume un valore di tipo ludico, sportivo e competitivo. La seconda assume un impostazione metodologica che il militarismo impone in determinate situazioni.
Ma io voglio parlare di “marcia” intesa come qualcosa di diverso dalle precedenti affermazioni.
Abbiamo detto che marciare non è altro che un andatura di cammino, quindi si tratta di uno spostamento pedestre, a piedi. Lo spostamento a piedi implica che ci sia un tratto, un percorso, una strada, un tragitto, un sentiero o una via da percorrere, partendo da un determinato punto A, giungendo ad un altro determinato punto B. Ricorrendo alla schematizzazione e alla metaforizzazione possiamo compattare il discorso della marcia in un simbolo, nonché LA VITA. Essa parte da un punto A, la nascita e finisce in un punto B, la morte. Quindi, ricapitolando, la marcia è la proiezione materiale di un percorso di vita, un cammino formato da ostacoli e difficoltà da superare.
Per marciare infatti occorre avere una preparazione fisica adeguata, essere consapevoli di poter trovare degli ostacoli sul percorso.
Quindi la marcia è intesa come metafora della vita, della vita che scorre, di una vita attiva. Un percorso che cresce, che dal punto più basso, bruciando varie tappe, arriva alla vetta, alla conquista del punto più alto.
La marcia è faticosa, è difficoltosa. In un mondo caotico come il nostro, mancherebbe solo che tutti marcassero o semplicemente camminassero per raggiungere i propri scopi o i luoghi in cui sono destinati. Quindi l’evoluzione umana ha spinto all’esigenza di trovare un’alternativa a questa marcia, a questo camminare. L’invenzione dell’automobile segna così la fine della fatica e delle difficoltà per raggiungere un luogo . Un mezzo meccanico che ci permette di spostarci velocemente e comodamente dove vogliamo.
La fatica, quindi, scompare e viene a sostituirsi con lo stress. Stress causato dall’abbondanza di queste vetture che si ammassano una con le altre per svicolare il percorso.
Questo sistema automobilistico comprende solamente i paesi ricchi e sviluppati. Nei paesi in cui lo sviluppo ha subito un arresto, dove i mezzi meccanici fanno fatica ad entrare nelle mani di tutti a causa di condizioni di vita sfavorevoli, si ricorre ancora allo spostamento a piedi. Enormi tragitti vengono affrontati, a rischio e pericolo di coloro che intraprendono tali viaggi, per spostarsi e per comunicare con le città vicine.
Il potersi spostare è infatti una priorità assoluta dell’uomo, il potersi muovere e poter comunicare da un posto all’altro.
Molte persone però non pensano solamente ai propri interessi, molte persone non sono arroganti ed egoiste come invece lo sono molte altre, molte persone sono coscienti di ciò che gli accade intorno, molte persone ragionano sui problemi cercando le giuste soluzioni.
Quindi queste “molte persone” hanno riflettuto, hanno pensato sull’importanza di alcuni valori nei quali credono, dei valori giusti, valori per i quali uomini, grandi personaggi della storia sono morti e hanno combattuto. La riflessione ha portato a grandi idee, grandi progetti, grandi ideali. Le molte persone che credono in questi ideali hanno quindi deciso che l’uguaglianza e il rispetto dei diritti uguali per tutti siano punti e obbiettivi che debbono essere alla base di un progetto di vita.
Il gesto, perciò, più significativo e calzante è quello di percorrere una strada, un sentiero, anche molto lungo, però uniti dalle diversità, tralasciando e sopportando il dolore e la fatica, perché tutti siamo uguali, e non ci devono essere i più avvantaggiati o i meno avvantaggiati. Le tante persone hanno deciso di prendere un unico mezzo comune, due scarpe, solamente due pezzi di stoffa con il quale poter camminare lungo un sentiero, una strada. Marciando compatti per affrontare le diversità, a sostegno della pace e della nonviolenza.
LA MOBILITAZIONE DI UN INTERO PIANETA PER UN PRINCIPIO COMUNE E’ IL FRUTTO DI UNA FORTE CONVINZIONE UMANA DEI PROPRI GESTI. QUESTO FA CAPIRE CHE L’UOMO E’ DISPOSTO ANCHE AD ABBANDONARE LE PROPRIE COMODITA’ MATERIALI, LE PROPRIE ABITUDINI, I COMFORT PER RAGGIUNGERE UNO SCOPO UNITARIO E GLOBALE.
Alcuene realtà degli studenti medi di Firenze stanno aderendo e manifestando l'intenzione di partecipare al comitato promotore della Marcia Mondiale e questa cosa verrà definita e comunicata nei prossimi giorni.
Uno degli studenti ha creato su Facebook un gruppo apposito a cui possono aderire tutti gli studenti (e non!) che appoggiano questo grande evento mondiale!
http://www.facebook.com/group.php?gid=35238489926
La Marcia Mondiale per la pace e la Nonviolenza è un evento unico in cui le nuove generazione possono contribuire attivamente alla creazione di qualcosa di nuovo!